Opere Teatrali

Opere teatrali, di Daniele Lamuraglia con prefazione di Alessandro Serpieri, A&B Editrice, 2011.  ibs

Daniele Lamuraglia - Opere Teatrali - A&B EDITRICE

Daniele Lamuraglia – Opere teatrali – A&B Editrice (copertina di Elena Martongelli)

Chi è alla ricerca di opere di teatro e vita contemporanea da mettere in scena, o ha semplicemente voglia di leggerle, può procurarsi questo libro dato alle stampe per la A&B editrice, che contiene 7 testi teatrali.Invitato nel maggio scorso insieme a Pippo DelBono e Lella Costa al convegno internazionale di teatro di Warwick organizzato dalla stessa università, l’opera di Daniele Lamuraglia ha ricevuto una calorosa accoglienza.

Le opere teatrali di Daniele Lamuraglia hanno ricevuto un’entusiastica risposta da parte di illustri intellettuali, critici e storici del teatro. A cominciare dalla splendida prefazione di Antonio Tabucchi per “Il Libro di Cristo Gitano” (Pagnini Editore 2005), alla recente prefazione di Alessandro Serpieri, per proseguire con la presentazione all’Università di Catania di Fernando Gioviale e Agata Sciacca, fino alla brillante analisi di Paolo Puppa.

Alcuni estratti di commenti alle opere di Daniele Lamuraglia:

Antonio Tabucchi
Il teatro spesso (non sempre, certo, perché molte volte illustra ciò che già sappiamo) porta alla luce qualcosa che stava nascosto. Rivela. È un rito e un evento, è qualcosa che accade e che non era mai accaduto, come sa bene Daniele Lamuraglia consapevole della lezione di Peter Brook.

Alessandro Serpieri
Il teatro di Daniele Lamuraglia è un teatro di oggetti essenziali e di soggetti estesi, di denuncia dell’attuale e di respiro mitico, di alienazione socio-culturale e di integrazione utopico-fantastica. Combinazioni e opposizioni tutt’altro che semplici da gestire sulla scena, ma è proprio da questa alternanza e commistione di tematiche e modalità espressive che l’itinerario drammaturgico, e registico, di Lamuraglia trae la sua singolare ispirazione.

Paolo Puppa
La raccolta contiene un gioiello puro, alludo al piccolo miracolo costituito da “Elmo e Cenere”. Qui, a mio parere o meglio a mio sentire, c’è Daniele Lamuraglia mis à nu, la voglia di amore e la paura che finisca, la devozione all’altra e la coscienza della sua misteriosa inappartenenza, la coabitazione come esaltazione e insieme sacrificio della libertà privata. E poi la indeterminazione quasi onirica dello spazio tempo, la gioia incubo di non capire dove ci si trovi, se in un teatro per la fedeltà al meta o in un cimitero, per la contiguità coi morti, con chi sta dall’altra parte.

Fernando Gioviale
Di fronte a contenuti molto forti e cogenti, sociologicamente condizionanti, che a volte mettono in soggezione, perché l’aspetto della denuncia potrebbe diventare per noi prevalente, l’Autore fa un discorso che sfiora e sfida anche l’illogicità, l’arbitrarietà delle associazioni non consequenziali, il salto appunto della poesia.

Agata Sciacca
Vorrei solo aggiungere che non meraviglia che un teatro che sollecita così profondamente tutti i sensi venga da un signore che così si ritrae: «Sono tutto ciò che respira intensamente la vita: vento, fiume, aquila, imperatore, folle, artista».